Insegnamento ed autostima
Questo pomeriggio ho ascoltato per radio una intervista una collega che ha messo al primo posto tra le qualità di un buon insegnante una dose di sana autostima, mi sono incuriosita e ho visitato il suo blog. www.laprofessoressavirisponde.blogspot.com
In realtà ne ha da vendere per quanto la riguarda e sembra aver trovato anche degli acquirenti .
Io sto parlando o scrivendo a me stessa e lei con la sua malcelata" autostima" ha un pubblico di seguaci che acquistano i suoi libri.
Che abbia ragione?
La Prof
Per qualcuno questo è il mio ritratto...
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lunedì 29 febbraio 2016
martedì 24 giugno 2014
Lasciare un buon ricordo
E' tempo di consuntivi alla fine di un anno scolastico
e faccio mia la domanda
di Norman B.Lobsens nel suo libro
"Il valore dei ricordi dell'infanzia"
modificandone il contesto:
qual è il più bel ricordo che hai del primo anno di scuola media?
Per l'autore citato il riferimento è ai ricordi dell'infanzia nel rapporto genitori -figli ,
penso si possa esportare nel rapporto alunni insegnanti.
Sarà la prima riflessione scritta del prossimo anno scolastico.
e faccio mia la domanda
di Norman B.Lobsens nel suo libro
"Il valore dei ricordi dell'infanzia"
modificandone il contesto:
qual è il più bel ricordo che hai del primo anno di scuola media?
Per l'autore citato il riferimento è ai ricordi dell'infanzia nel rapporto genitori -figli ,
penso si possa esportare nel rapporto alunni insegnanti.
Sarà la prima riflessione scritta del prossimo anno scolastico.

venerdì 25 aprile 2014
Parole di scuola
Sfogliando "Parole di scuola" di Mariapia Veladiano un'immagine mi ha colpito : la scuola come un bel giardino di parole coltivate.La parola può trasformare la vita, può essere manipolata, travisata, ma restituire
dignità, creare giustizia, integrazione, ecco perché occorre mettere al centro le parole.
Tra le parole di scuola queste: empatia, integrazione, riparare, identità, libri, biblioteca, paura,armonia.... da leggere .
domenica 13 aprile 2014
Non sempre chi sa, sa anche insegnare
L'inserto domenicale del Sole 24 ore continua ad essere la mia fonte di ispirazione.
Quando trovo un articolo che articola in forma corretta e logica ciò che io penso in modo arruffato ed intuitivo , non posso fare a meno di citarlo e riproporlo e così anche oggi per il pezzo di Giunio Luzzato: "Non sempre chi sa sa anche insegnare".
Una riflessione interessante è quella relativa al fatto che oggi in classe un insegnante non deve affrontare problemi legati alla presentazione dei contenuti ( per i quali gli studenti possono avvalersi di una pluralità di fonti grazie anche alle nuove tecnologie) ma piuttosto la motivazione allo studio, l'approfondimento, la capacità di analizzare criticamente le fonti.
Tutto questo va nella direzione opposta dell'abitudine acquisita dagli alunni, fin dalle elementari,a veloci clic e zapping che, non solo è deleteria nel motivare la passione vera alla conoscenza ma ingenera una sorta di presunzione nelle giovani menti.
Quando trovo un articolo che articola in forma corretta e logica ciò che io penso in modo arruffato ed intuitivo , non posso fare a meno di citarlo e riproporlo e così anche oggi per il pezzo di Giunio Luzzato: "Non sempre chi sa sa anche insegnare".Una riflessione interessante è quella relativa al fatto che oggi in classe un insegnante non deve affrontare problemi legati alla presentazione dei contenuti ( per i quali gli studenti possono avvalersi di una pluralità di fonti grazie anche alle nuove tecnologie) ma piuttosto la motivazione allo studio, l'approfondimento, la capacità di analizzare criticamente le fonti.
Tutto questo va nella direzione opposta dell'abitudine acquisita dagli alunni, fin dalle elementari,a veloci clic e zapping che, non solo è deleteria nel motivare la passione vera alla conoscenza ma ingenera una sorta di presunzione nelle giovani menti.
domenica 23 marzo 2014
L'illusione della conoscenza
Riprendo,condividendolo, il pensiero di Luca Pani a proposito della presunzione di conoscenza generata dall'uso superficiale delle informazioni presenti in rete.Le idee innovative non nascono da un paio di click o da copia-incolla ben fatti ma da ore faticose passate a leggere,ad evidenziare, prendere appunti,a trascrivere, a riflettere cercare corrispondenze e distinzioni,associare e respingere , STUDIARE.
La rete che non distingue, non domanda genera una presunzione di conoscenza nel suo abituale e sfrontato frequentatore e nella pratica quotidiana scolastica ne vediamo gli effetti , i ragazzi non ritengono sia necessario per acquisire conoscenze da trasformare in abilità e competenze impegnarsi in un serio e impegnativo lavoro personale del tipo di quello descritto sopra:
"tanto c'è internet":
Ben vengano le classi 2.0 ma con la consapevolezza che saper usare degli strumenti tecnologici non sostituisce la fatica personale della conoscenza.
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domenica 2 marzo 2014
Slogan e pensiero critico
Curzio Maltese in un articolo su Il Venerdì ci ricorda che il nostro è un paese che crede agli slogan e ai salvatori della patria, e gli insegnanti ,continuando ad aggiornarsi e a studiare, nonostante la scarsa considerazione in cui sono tenuti rappresentano la nuova Resistenza e cercano di tenere accesa la lampada del pensiero critico.Mi sembrano in sintonia le parole di Montaigne: "Quando mi si contraddice si sveglia la mia attenzione e non la mia collera...e porgo la spalla alle critiche che si fanno ai miei scritti".
Le ricorda oggi nel suo Breviario Gianfranco Ravasi su il Sole 24 ore aggiungendo che rimanere pacati dinanzi alla critica è indice di una natura geniale e noi in Italia ne siamo sprovvisti.
domenica 16 febbraio 2014
La dispersione dell'intelligenza
Oltre la dispersione scolastica c'è,molto più grave perché è più pervasiva la dispersione dell'intelligenza di dei ragazzi che non credono valga la pena di studiare; non credono che imparare serva alla loro vita.
Ad accendere la scintilla del valore della conoscenza ci devono pensare gli insegnanti e nella scuola italiana abbiamo il corpo docente più anziano d'Europa e quando fra 15 anni anni il ricambio dei professori sarà quasi totale i nuovi assunti avranno una motivazione adeguata al compito che li aspetta?
Il ricambio degli insegnanti deve realizzarsi in un orizzonte di ripensamento generale della funzione della scuola nella società.

Sono le riflessioni che Franco Lorenzoni propone sul Sole 24 ore di oggi in calce alla recensione del libro Fiorenzo Alfieri Leonardo Menon Strade parallele.
In questo libro un nonno, Fiorenzo Alfieri (maestro) dialoga con il nipote sedicenne Leonardo Menon.
"Penso che un valore prezioso per un bravo insegnante sia immedesimarsi nei ragazzi a cui si rivolge e quindi avere passione non solo per la sua materia ma per l'insegnamento".
Ad accendere la scintilla del valore della conoscenza ci devono pensare gli insegnanti e nella scuola italiana abbiamo il corpo docente più anziano d'Europa e quando fra 15 anni anni il ricambio dei professori sarà quasi totale i nuovi assunti avranno una motivazione adeguata al compito che li aspetta?
Il ricambio degli insegnanti deve realizzarsi in un orizzonte di ripensamento generale della funzione della scuola nella società.

Sono le riflessioni che Franco Lorenzoni propone sul Sole 24 ore di oggi in calce alla recensione del libro Fiorenzo Alfieri Leonardo Menon Strade parallele.
In questo libro un nonno, Fiorenzo Alfieri (maestro) dialoga con il nipote sedicenne Leonardo Menon.
"Penso che un valore prezioso per un bravo insegnante sia immedesimarsi nei ragazzi a cui si rivolge e quindi avere passione non solo per la sua materia ma per l'insegnamento".
mercoledì 5 febbraio 2014
Nulla dies sine linea
Neanche un giorno senza tracciare una linea: è il progetto portato avanti da Bernardo Vertecchi ,ordinario di pedagogia all'Università Roma Tre, che ha coinvolto 350 alunni di due scuole elementari di Roma.
L'intento è quello di sperimentare i benefici di un costante esercizio della scrittura a mano.
Di contro un uso precoce della tecnologia e la perdita della capacità di scrittura manuale può avere risvolti negativi sulla qualità del pensiero.
L'intento è quello di sperimentare i benefici di un costante esercizio della scrittura a mano.
Di contro un uso precoce della tecnologia e la perdita della capacità di scrittura manuale può avere risvolti negativi sulla qualità del pensiero.
domenica 26 gennaio 2014
Bulimia informatica e anoressia formativa
Prendo a piene mani dal brevario di Gianfranco Ravasi sul Sole 24 ore di oggi.
Ha condensato nelle due espressioni bulimia informatica e anoressia formativa
le riflessioni di tanti che vedono aggirarsi per i corridoi e le aule questi rischi.
Le teste risultano piene di dati e prive di pensiero. Ravasi continua con una espressione mirabile di Montaigne " si mira solo ad arredare la testa di conoscenze. Di capacità di giudizio e di virtù, manco a parlarne".
I cervelli dei giovani e adulti incollati al computer sono cervelli
ammobiliati di dati non abituati a pensare bene con rigore e
sostanza ( Pascal, Pensieri, n.347 ), panieri in cui si mescolano verità e menzogna, stupidaggine e saggezza, tesi e controtesi.
Ha condensato nelle due espressioni bulimia informatica e anoressia formativa
le riflessioni di tanti che vedono aggirarsi per i corridoi e le aule questi rischi.
Le teste risultano piene di dati e prive di pensiero. Ravasi continua con una espressione mirabile di Montaigne " si mira solo ad arredare la testa di conoscenze. Di capacità di giudizio e di virtù, manco a parlarne".
ammobiliati di dati non abituati a pensare bene con rigore e
sostanza ( Pascal, Pensieri, n.347 ), panieri in cui si mescolano verità e menzogna, stupidaggine e saggezza, tesi e controtesi.
martedì 3 dicembre 2013
Iddio ci vende tutti li beni per prezzo di fatica...
L'espressione ascoltata tante volte " l'ha detto la televisione.", negli ultimi anni si sta trasformando in "l'ho visto su Internet".
Il tono è lo stesso e rivendica una autorità conoscitiva e un presupposto di verità che non sempre corrisponde alla realtà.
E' inquietante il dilagante uso superficiale della Rete tanto più diffuso quanto più bassa è l'età dell'utente e il suo livello di scolarizzazione..
Le notizie copia ed incolla ,il fai da te delle tesi di laurea rimediate tra un sito e l'altro sono l'altra faccia dell'enorme opportunità conoscitiva che in altri modi e con altri usi offre la Rete.
C'è sempre da stare all'erta e da diffidare della conoscenza facile .
Il tono è lo stesso e rivendica una autorità conoscitiva e un presupposto di verità che non sempre corrisponde alla realtà.
E' inquietante il dilagante uso superficiale della Rete tanto più diffuso quanto più bassa è l'età dell'utente e il suo livello di scolarizzazione..
Le notizie copia ed incolla ,il fai da te delle tesi di laurea rimediate tra un sito e l'altro sono l'altra faccia dell'enorme opportunità conoscitiva che in altri modi e con altri usi offre la Rete.
C'è sempre da stare all'erta e da diffidare della conoscenza facile .
sabato 23 novembre 2013
I draghi locopei
Draghi locopei non è l'appellativo dei nostri politici ma l'anagramma della frase Giochi di parole e il titolo del libro di Ersilia Zamponi che ho ritrovato nel mio rovistare tra mie ed altrui carte.
Me lo tengo sul comodino, lo rileggo e penso di utilizzarlo per il progetto lettura del mercoledì pomeriggio.
E intanto di draghi che giocano con le parole, ingannando e danneggiando il prossimo, ne vedo tanti intorno a me e sopra di me...
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